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August 18

Metafora di Amore e Follia

Tanto tempo fa la Follia decise di invitare tutti i sentimenti per un' insolita riunione conviviale.Raccoltisi tutti intorno ad un caffè per animare l'incontro,la Follia propose <<Si gioca a nascondino?>>
<<Nascondino?! Che cos'è?>>domandò la Curiosità.
<<Nascondino è un gioco>>rispose la Follia<<Io conto fino a 100 e voi vi nascondete,quando avrò terminato di contare comincerò a cercarvi e il primo che trovo sarà il prossimo a contare>>
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte.
......1.....2......3....la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima dove le capitò........la Timidezza esitante come sempre si nascose in gruppo di alberi...........la Gioia corse festosamente per il giardino non curante di un vero e proprio nascondino.........la Tristezza incominciò a piangere perchè non trovava un angolo adatto per occultarsi........l'Invidia ovviamente si unì all'Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia proseguiva la conta mentre i suoi amici si nascondevano.La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a 99..........100!!! gridò la Follia,.adesso verrò a cercarvi!!!!!
La prima ad essere trovata fu la Curiosità,perchè non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte la Follia vide l'Insicurezza sopra un recinto che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio. E così di seguito furono scoperte la Gioia,la Tristezza,la Timidezza e via via tutti gli altri.
Quando tutti finalmente si radunarono,la Curiosità domandò<<Ma dov'è l'amore?>>
Nessuno l'aveva visto;il gioco non poteva considerarsi concluso e così la Follia cominciò a cercarlo.
Provò in cima ad una montagna,lungo il fiume,sotto le rocce,ma dell'Amore nessuna traccia. Settacciando ogni luogo,la Follia si accorse di un rosaio,prese un pezzo di legno e cominciò a frugare fra i rami spinosi,quando ad un tratto sentì un lamento. Era l'Amore che soffriva terribilmente perchè una spina gli aveva appena perforato un occhio.
La Follia non sapeva cosa fare,si scusò per aver organizzato un gioco così stupido. Implorò l'Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreparabile,arrivò al punto di promettergli che l'avrebbe assistito per sempre.L'Amore rincuorato accettò la promessa e quelle scuse così sincere. Così da allora l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.
August 07

A Teresa

Sulla tua bocca

Una coppa di baci

Nostalgica voce

Che danzi nel vento

In un riflesso

Argentato

Sei il mio sogno

Che vuole essere

Ascoltato

Ti accarezzo

La fronte e i capelli

E ti sfioro le labbra

Una dolce nenia

D’amore

Mi vibra nel cuore

Velata della tua

Dolcezza ti perdi

Tra le mia braccia

Nel profumo

Del tuo corpo

Silenziosa

Come una stella

Come lame trasparenti

Le mie mani ti cercano

In quella rosa

Di cristallo

Che placa la sete

Del mio corpo.

 

E con questo delicato omaggio del carissimo Giuliano,auguro,a chi passerà e a chi non lo farà,un bellissimo fine settimana.A rileggerci lunedi.Rosa rossa

Flower Image


July 28

About beauty

Al giorno d’oggi la bellezza acquisisce un valore primario. Ma cosa c’è dietro questo culto della bellezza? Si tratta solo di una ossessione o di un modo per stare meglio con noi stessi? Proviamo a spiegarcelo. L’aspirazione alla bellezza può diventare il modo per regalarsi un maggior senso di gioia, per affrontare più serenamente un percorso di guarigione, per migliorare l’autostima e il proprio rapporto con gli altri. In questo caso si tratta di charme. La bellezza però può anche creare delle vittime della tirannia dell’apparenza, una maschera per catturare lo sguardo altrui, una fissazione che non migliora la propria autostima. Gli interventi estetici diventano delle sirene ingannevoli per coloro che vogliono l’impossibile o un’ulteriore risorsa per i narcisi che amano sedurre al solo scopo di affermare il proprio fascino con la vittima di turno. Dietro l’aspirazione alla bellezza, si celano le contraddizioni e i cambiamenti di costume. Inutile negare che la bellezza porti comunque dei vantaggi, la piacevolezza e l’avvenenza favoriscono la seduzione e rafforzano l’autostima. Solo in alcuni casi diventa un handicap, viene percepita come un ostacolo che ti impedisce di essere amata per il tuo carattere.  La bellezza può  servire per guarire, per affrontare esami diagnosi e interventi, senza rinunciare al trucco e al parrucchiere. Si può migliorare   se stessi esteticamente, con interventi soft, orientandosi nel campo delle tecnologie laser e della dermocosmetologia.Cmq,a mio modesto parere,e basandomi su esperienze vissute o appurate da altri, la nostra bellezza nasce,senza ombra di dubbio, dalla giusta armonia fra corpo e spirito.foto glitter
July 11

Una manciata di...perle

La vita ha pietre,la vita ha fiori,iene.E lo strano è che il fiore può lacerarti il cuore più profondamente che una pietra o una iena.Chi ignora ciò,non sa che cosa sia l'amore.

I più grandi soccorritori:quelli che avevano da salvare se stessi.

Mansuetudine,certo.Ma non dimentichiamo il coraggio.Perchè,in verità,si richiede coraggio ad essere mansueti.

Se vuoi tenerti dritto,cadi in ginocchio.Soltanto nell'umiltà l'uomo è uomo.

Valgono soltanto quelle "armi" delle quali si è degni.Le frecce che scagli devi averle provate su te stesso.Utile è quella guerra,nella quale hai avuto te stesso come avversario.

July 04

Farfalla

Sull'amaca tesa del ragno
si dondola la farfalla.....
Prigioniera in un velo d'oro,
dolcemente muore.
Cosi' potessi anch'io,
nell'amaca del tuo amore,
cullandomi morire...
 
Buon fine settimana a tutti.

 
July 01

Cuore

Tu credi che il cuore sia soltanto un grumo di sangue...

No,il cuore è l'oceano che tumultua nei nostri sensi.

Al cuore poco importano i movimenti dei pianeti,

esso ha tramonti e aurore sue proprie.

Intendi che non si tratta di quel pezzetto di carne

che sta nella parte sinistra del tuo petto.

Il vero cuore non è di questo mondo,

è venuto in esso come un forestiero per un breve viaggio.

Ha per cavalcatura quel pezzetto di carne,

ha come truppe le varie membra del corpo.

Sforzati di conoscere il tuo cuore,

esso è una nobile sostanza angelica,

la sua origine è la divinità,di là venne e là tornerà.

 

Mi scuso,se non sarò molto presente,in questi torridi giorni,perchè un pò impegnata e,non per ultimo,anche presa dal torneo tennistico di Wimbledon,in cui faccio un tifo sfegatato per Rafa Nadal.Sorriso.Un bacio a tutti.

 

 

June 24

Il sentiero fiorito

 

Un'anziana donna portava due grandi vasi di acqua,ognuno appeso all'estremità dell'asse di legno che poggiava sulle sue spalle.Uno dei vasi aveva una crepa,mentre l'altro era perfetto,e consegnava sempre tutto il suo contenuto di acqua.Alla fine del lungo percorso,il vaso difettoso arrivava con metà del suo contenuto.Fu cosi,che per due lunghi anni,l'anziana donna portava a casa un vaso e mezzo di acqua.Il vaso perfetto era orgoglioso del fatto di riuscire a portare sempre a termine il suo compito.Il vaso difettoso,invece,si vergognava della sua imperfezione,e cosi parlò alla donna:"Sono dispiaciuto,di avere una crepa,che non mi fa compiere appieno il mio dovere".L'anziana donna sorrise e rispose:"Hai notato,che dal tuo lato del percorso,sono spuntati dei fiori meravigliosi,mentre dall'altro lato non c'è nulla?Questo perchè io,sapendo del tuo difetto,ho seminato il lato del sentiero del tuo percorso,che tu ogni giorno hai innaffiato.E grazie a te,per due lunghi anni,ho potuto raccogliere ed  adornare la mia tavola con questi fiori profumati e colorati".Ognuno ha il suo difetto particolare...Le crepe e i difetti fan si che le nostre vite siano cosi interessanti e gratificanti.Devi solo accettare le persone per quello che sono e ricercare in loro il meglio.

E non dimenticare di annusare i fiori....Rosa rossaRosa rossaRosa rossaRosa rossaRosa rossa

 

June 18

L'invidia non è femmina(o,almeno,non è solo femmina)

   Dagli albori della psicologia l’invidia è sempre stata attribuita più facilmente alle donne. Ma una ricerca svolta dalla Società internazionale di Psicanalisi prova il contrario. Lo studio rivela che sono gli uomini a vivere l'invidia nel 78% dei casi come un sentimento molto forte e dominante nelle propria vita professionale e affettiva. L’analisi è stata condotta su 130 casi tra uomini e donne di età compresa fra i 25 e i 50 anni. Le donne affette da mania invidiosa secondo gli studiosi sono solo il 43%.
Per gli psicanalisti gli uomini hanno il merito di dissimulare con maggiore abilità i propri sentimenti di invidia, mentre le donne sono semplicemente meno diplomatiche Ma come si manifesta questo sentimento? Il ritratto del maschio invidioso e' senza pieta': omette di mettere al corrente il proprio collega per tagliarlo fuori dalla vita professionale (53%). Non riconosce mai un merito alla persone invidiata nel 76% dei casi (donne solo nel 42%).
L'uomo invidioso getta inoltre discredito sulle idee di una persona anche quando sono ineccepibili nel 38% dei casi (donne solo nel 26%). Un altro degli sport tipici di chi pratica l'invidia al maschile è insinuare che i meriti acquisiti non derivano dalle capacita' ma da favori concessi ai superiori. Avviene cosi' nel 78% dei casi maschili di invidia e solo nel 66% dei casi femminili.
Il pregiudizio secondo cui sono gli uomini ad essere piu' oggetto di invidia delle donne viene demolito dallo studio. Infatti su 100 individui ad essere oggetto di invidia sono le donne nel 66% dei casi e gli uomini solo nel 44%. ''Il fatto che molte donne facciano carriera e si affermino professionalmente -spiega il professor Massimo Cicogna- fa di loro dei bersagli privilegiati dell'invidia sociale''.
Le bassezze del maschio invidioso si manifestano anche così: attribuisce false dichiarazioni a una persona per metterla in cattiva luce (66%); divulga notizie negative sulla persona invidiata nel 56% dei casi; sottolinea i difetti fisici dei propri avversari in pubblico nel 48% dei casi; sfrutta il lavoro del proprio collega per mettersi in mostra e assumerne i meriti nel 56% dei casi.
Non si stupisce il sessuolgo Willy Pasini: ''Una volta i maschi competevano solo tra di loro, oggi devono fare i conti con l'affermazione delle donne. Questo li ha resi più aggressivi e ha fatto si che mutuassero tecniche di conflitto tipiche dell'universo femminile''. 

 

Lascia che l'invidioso sparli,

la tua pazienza lo uccide.

Quando non trova niente da divorare,

il fuoco divora se stesso.

 

June 10

Ode alla gelosia

In gergo si chiamano swingers, termine che potremmo tradurre liberamente con ondeggianti e si tratta di quelle coppie che, pur essendo tali e continuative nel tempo, non credono nel legame fisso. Tra questi troviamo traditori incalliti, erotomani, scambisti, pornoattori o attrici: tutti protagonisti di comportamenti inspiegabili ai più, abituati al fatto che la monogamia dovrebbe essere un valore assoluto.

Eppure, parlando con loro, sembra che gli scambi di coppia non solo non incidano con i sentimenti, ma addirittura rappresentino un modo per migliorare l’intesa, al netto di ogni possibile gelosia. Una possibile spiegazione psicologica viene dagli studi condotti dal professor de Visser, psicologo dell’Università del Sussex, in Inghilterra. Secondo de Visser il segreto per far convivere una vita da swinger insieme alla stabilità di una coppia è la capacità di queste persone di saper mutare il senso del sentimento della gelosia. In che modo? Difficile dire il come, più facile invece spiegare l’effetto: per queste coppie, che nonostante tutto resistono alla grande, l’avere rapporti con terzi rappresenta un modo per non sentirsi mai padroni dell’altro e quindi mantiene viva la fiamma primaria dell’innamoramento.Praticamente, queste persone non smettono di essere gelose, tutt’altro: lo sono al punto da riuscire a godere di questa gelosia e di godere del fatto di mettersi alla prova, in una continua operazione di riconquista del partner, al quale semplicemente non viene negata la possibilità di sperimentare altre situazioni. Come a dire: non essere gelosi non significa fidarsi: significa non amare. Coltivare la gelosia, anche se in modi apparentemente contraddittori, è la vera prova d'amore 
                                   
                                                                                                                                                                                                                                                                                               
 
 

 

Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto Ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente I dolci detti e l’amoroso canto! — A me repente, Con più tumulto il core urta nel petto:  More la voce, mentre ch’io ti miro, Sulla mia lingua: nelle fauci stretto Geme il sospiro. Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo: Un indistinto tintinnio m’ingombra Gli orecchi, e sogno: mi s’innalza al guardo Torbida l'ombra. E tutta molle d’un sudor di gelo, E smorta in viso come erba che langue, Tremo e fremo di brividi, ed anelo.Tacita, esangue (Saffo). Io sono leggermente sconcertata,e voi?

 

June 02

Cosi',a ragione,è stato detto...

Sia che tu ricerchi un oggetto o da esso distolga lo sguardo,

lo strumento è sempre e soltanto la tua vista.

Fino a quando dirai:"Questi è buono,quegli cattivo?".

Come puoi conoscere l'uomo che tu non sei?    

                                                                             @@@@@@@@@@@@

 Per un uomo grande,farsi piccolo non è una diminuzione,

perchè tale piccolezza è un frutto della sua perfezione.

Se un padre parla per affetto il linguaggio del suo bimbo,

le persone ragionevoli sanno che egli non è un bimbo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

May 29

Un maniaco sul treno

 

Per la mia naturale riservatezza,ho sempre qualche remora,a riportare nel blog accadimenti che mi riguardano.Le mie titubanze sono avvalorate dalla consapevolezza che qualcuno,giustamente,potrebbe indirizzarmi un lecito "Ecchisenefrega";ma stavolta,me la sento,di correre il rischio.Io adoro il treno.Persino il poco gradevole odore ferrigno,che sprigiona lo stridio delle rotaie sui binari,è per me essenza inebriante:L'episodio che vado a raccontarvi risale all'estate scorsa.Ebbene,allora,come spesso accadeva e accade ancora,salii sul treno che mi avrebbe condotto alla solita destinazione.Il paesaggio scorreva sotto i miei occhi,dal finestrino aperto e,quantunque si boccheggiasse per la canicola estiva,la mia mente era immersa in nostalgici ricordi infantili:un treno,decine e decine di anni addietro,mi aveva portato in Svizzera,serpeggiando tra il verde delle montagne elvetiche,disseminate  di caratteristiche casette di legno,ed io ammiravo ,estasiata,l'insolito spettacolo che mi si presentava,seduta sulle ginocchia del mio papà.Mentre quasi mi cullavo in quelle dolci reminiscenze,lo sbattere della portiera mi fece trasalire.Ero sola,nel mio vagone,ed uno sconosciuto alto,biondo,magro(non scorderò mai i tratti spigolosi del suo viso),fece irruzione,turbando il mio intimo pensare e sedendosi proprio di fronte a me.Il tizio mi fissava,scrutava ogni centimetro  di me ed io,assalita da comprensibile imbarazzo,volsi lo sguardo al finestrino.Ma proprio in quel frangente,qualcosa accelerò i battiti del mio cuore;il tizio aveva tirato giù la lampo dei pantalonie,posatavi su la mano.iniziò a farla roteare.Mi alzai di scatto,visibilmente terrorizzata,e di corsa raggiunsi l'altro vagone,dove due fidanzatini si scambiavano effusioni.Non avrei mai turbato il loro idillio,e non credo mi avessero scambiato per una guardona,perchè si leggeva chiaramente il terrore,sul mio viso,Presi posto dietro di loro,non mi preoccupai più di tanto,di ciò che avrebbero potuto pensare.Il tizio,che intanto mi aveva seguito,passò al vagone successivo,e, non appena il treno fu fermo alla stazione,lo vidi scendere,dopo avermi lanciato un ultimo sguardo.Mi venne in mente che mia figlia raggiungeva la scuola ogni mattina in treno e un brivido improvviso mi raggelò la schiena.Arrivata a destinazione,corsi verso la fontanella e bevvi tanta acqua fresca:sentivo il bisogno di dissetarmi e di lavare via quell'increscioso avvenimento dai miei pensieri.

May 21

RIPPLES

Il mio indice spinge leggermente sul tasto PLAY,le cuffie sono ben sistemate,il volume "a palla",come dicono dalle mie parti,ma forse anche dalle vostre e chiudo gli occhi....Cullata dalle note di questa dolcissima song dei Genesis,datata,ma a parer mio,sempre bellissima,mi lascio trasportare dalle onde in un mare di dolcezza e positività.Via,la malinconia,via,la tristezza,via, i grigi pensieri autunnali.Ogni peso è un leggero fardello,ogni speranza prende corpo,le gocce di pioggia,che,inesorabili,battono sui vetri della finestra,in questo insolito maggio, sono stille di ambrosia celestiale.Abbracciami,vita.Buona giornata.

                                                           "La musica non è alienazione,

                                                              nè sublimazione,

                                                           ma momento importante

                                                           nell'evoluzione spirituale

                                                           di ognuno di noi."

May 15

MELANCONIA

Il vento più non porta polvere profumata,

                                                                      per me,da tempo,sono finiti i fiori....

                                                                      Stanca,al tramonto,sciolgo i capelli,

                                                                       e poi aspetto la notte.

                                                                      Verace è soltanto la natura;

                                                                      tutti falsi,gli uomini.

                                                                      Poter effondermi...Ma le parole affondano

                                                                      in un profluvio di lacrime.....

 

May 10

LA MADRE

La straniera fonte della tua vita,come luce attraverso cristallo,si è in me diffusa in tutti quei mesi che io fui un'unica cosa col quieto segreto del tuo nascosto crescere.E ora nulla può più separarci: non sei tu forse a me soggetta,legata al sangue mio,che col suo incomprensibile chimismo, ti ha mirabilmente modellata e nutrita? E anche se quell'ora nell'oblio si allontana,se tra me e te gli anni tendono le loro vele,il mare rotola le sue onde,anche se la stessa morte accenderà il suo cupo segnale,tu sarai sempre congiunta a me,con l'invisibile cordone,che non si rompe.

May 06

BREVE INCONTRO(dedicato agli amori impossibili)

Lui la prese per mano e la condusse in camera da letto, e lei lo seguì docilmente. Nel buio dell'alcova lui continuava a professarle tutto il suo amore e la sua dedizione, mentre la svestiva di ogni suo indumento. Alfine, quando i loro corpi nudi e frementi si apprestavano al rito sublime del congiungimento carnale, avvinti l'una all'altro come l'edera al pioppo, lei gli cinse il collo con le mani e gli sussurrò:

«Prendimi! Voglio essere tua…»

E lui la prese, più volte, con l'impeto e la baldanza del suoi ventott'anni, con tutto il desiderio che aveva di possederla, di scuoterne le più intime fibre e farla urlare e rantolare di piacere. Tra le sue mani lei era come un docile strumento a corda pizzicato ad arte dall'esperto liutaio che si stia provando ad accordarlo; lei era l'arpa e lui il plettro che ne stia tirando fuori arcane vibrazioni e magiche armonie.Lei,completamente avvinta dalla tempesta dei sensi,si chiedeva se non stesse nascendo solo in quel momento e come avesse fatto a vivere fino a quel pomeriggio di dicembre,senza il lucore dei suoi occhi,il calore dei suoi baci,il contatto con la sua pelle e spaziava estasiata,ad ogni sospiro,nel pianeta meraviglioso che le sembrava di percorrere,sollevata a mezz'aria.

Alfine entrambi ristettero, esausti e appagati, l'una di fianco all'altro e rimiravano i loro sembianti con espressione sognante e tenera.

Lei teneva la testa lascivamente riversa sul braccio di lui, coi lunghi serici capelli d'un castano chiaro scarmigliati e sparsi sul cuscino.

«Ti amo!» le mormorò lui. E lei,con l'aria trasognata di chi assapora la felicità per la prima volta:

«Nous nous aimons et nous vivons

Nous vivons et nous nous aimont

Et nous ne savons pas ce que c'est que la vie

Et nous ne savons pas ce que c'est que l'amour…»

Il tempo intanto scorreva inesorabile e i due novelli amanti dovettero, loro malgrado, alzarsi dal letto e rivestirsi in fretta perché lei potesse prendere il treno che avrebbe dovuto riportarla a casa, dai suoi figli, da suo marito.

«Marilù, quando ci rivedremo?» le domandò lui, prendendola ancora tra le sue braccia e dispensandole un tenero bacio sulla guancia. «Che ne sarà ora di noi? Che ne sarà delle nostre vite?»

«Nulla sarà…» rispose la donna, con espressione fattasi d'un tratto seria e grave. Gli riacconciava il colletto della camicia e la cravatta con mani esperte. «Tu te ne tornerai nel tuo mondo, dalla tua ragazza… ed io nel mio. Fa' conto che oggi noi due ci siamo presa solo una vacanza… o piuttosto che tu abbia evocato un fantasma dai meandri della tua fantasia e che questo fantasma si sia materializzato, come per incanto, e ti abbia regalato un sogno… Perchè di questo si è trattato in realtà: nient'altro che un sogno! Lo abbiamo vissuto insieme… ed è stato bellissimo. Ora però il fantasma evapora alla tua vista altrettanto in fretta di quanto inaspettatamente ti si sia manifestato.»

«No, non è stato un sogno», protestò il giovane a quelle parole, «né tu eri un fantasma poco fa tra le mie braccia, né il calore della tua pelle suggeriva la raggelante sembianza di un fantasma…»

«È come se lo fossi stata…» ribadì lei. Aveva nella voce un che di mesto e rassegnato. «Noi non dovremo rivederci mai più… o rovineremmo tutto, l'incanto di questo nostro breve incontro, l'amore che tu reiteratamente mi vai professando… Se davvero mi ami, come dici, devi promettermelo!»

Lui la guardava in atteggiamento riflessivo e attonito. Non voleva rassegnarsi a doverla perdere, proprio ora che finalmente l'aveva ritrovata.

«Davvero vuoi che non ci si riveda più?»

«Sì, è necessario… Lo capisci, vero?»

«No, io non capisco…, ma, se tu vuoi così, farò così.»

«Prometti che non mi cercherai», incalzò lei, nell'atto di accarezzargli teneramente la guancia ispida di barba rasata di fresco, «e che serberai per sempre un buon ricordo della tua professoressa!»

Le lacrime cominciavano a scendere copiose sul volto di lei. Lui le suggellò le labbra ben disegnate con un ultimo bacio, lungo, appassionato, struggente.

«Prometto che non ti cercherò mai più, secondo i tuoi desideri, e che ti amerò sempre! E, se il cielo vorrà che io abbia una figlia, la chiamerò Marilù e vorrò che sia bella come lo sei tu…»Quelle parole piovvero sul cuore di lei come fiori di melo ,che staccandosi dai rami, adagiandosi al suolo,lo accarezzano soavemente.

Uscirono. Fuori s'era fatto buio ormai e aveva ripreso a piovigginare. Montarono in macchina e Aldo si diresse senza indugi verso la stazione ferroviaria. Era l'ora di punta e il traffico a tratti procedeva molto a rilento.

Lei guardava dal finestrino le macchine,le persone,con lo sguardo perso di chi sa di aver conosciuto il paradiso in un'ora e di dover tornare nel suo purgatorio ancora,e per sempre. Di tanto in tanto guardava l'orologio.

«Penso che ce la facciamo a stare in stazione per tempo», disse. «Se non fosse per questa pioggia… Mi mette addosso una tale uggia.» Poi, per un'ovvia associazione di idee, si rammentò della poesia del Prévert, quella stessa da cui lui le aveva declamato dei versi in occasione del loro fortuito incontrarsi quel pomeriggio, e a sua volta, rivolgendosi al giovane, prese a declamare:

«N'oublie pas

Cette pluie sage et heureuse

Sur ton visage heureux

Sur cette ville heureuse…»

Lui stava ad ascoltarla rapito e commosso.

, Nel momento stesso in cui erano ormai arrivati e il giovane stava parcheggiando l'auto alla meglio in prossimità della stazione,lei: «Mi prometti che non dimenticherai mai la nostra poesia? E che ogni volta che ne declamerai qualche verso ti ricorderai di me, della tua infelice professoressa di francese?»

«Sì, te lo prometto!» rispose lui in tono serio e meditato. Poi aggiunse: «E tu ti ricorderai, di tanto in tanto, di quel tuo allievo, che tanto diceva di amarti e a cui un giorno di un lontano piovoso dicembre spezzasti il cuore in due?»

Lei non rispose. Insieme imboccarono il sottopassaggio che li avrebbe condotti sulla banchina del binario 3 e, quando vi furono giunti, il treno era già quasi sul punto di partire.Le porse la mano in segno di amistà.

Lui gliela strinse e, mentre un velo di profonda amarezza scendeva sui suoi occhi, così si accomiatò da lei:

«Addio, amor mio trovato e perduto nell'arco di sole tre ore! Possa tu essere felice, anche senza di me!»

Dopodiché la donna montò sul predellino del vagone ferroviario e si dileguò al suo interno, dopo essersi girata per un solo istante a rivolgere al giovane un estremo cenno di saluto con la mano,quella stessa mano che avrebbe voluto lui avesse stretto  per il resto dei suoi giorni.Lui rimase solo sulla banchina a guardare il convoglio che lentamente cominciava a muoversi.

«Ti amo!» esclamò a mezza voce, tra sé e sé, e il nome di lei esalò in un sospiro strozzato in gola tra gli insalubri miasmi di quell'anonima stazione ferroviaria, nelle brume di quel tardo pomeriggio dell'inverno incipiente, mentre la banchina brulicava di gente indaffarata e bislacca che si affannava per farsi risucchiare nel traffico cittadino e nell'incessante e caotico andirivieni di macchine, autobus e frettolosi passanti.

Ma ormai lei non poteva più sentirlo. Il treno, che già si dileguava alla sua vista nel buio tunnel del cavalcavia, sferragliando sinistramente sulle rotaie, la stava portando via per sempre, e con lei i trepidanti aneliti dell'adolescenza ormai lontana e la magica ebbrezza di quel breve incontro, destinato fatalmente a defluire dalla pregnanza della realtà per trasmigrare nel sogno.

««««»»»»

 

 

 

April 28

Felicità...Infelicità...Noia,,,

Arthur sostiene che la vita umana sia un pendolo,in continua oscillazione tra due antipodi:il dolore e la noia.Quando ci illudiamo di aver raggiunto la felicità,sopraggiunge la noia,perchè la prima,una volta compiutasi,avrà fine e cederà il passo,inesorabilmente,ad un tedio profondo.Non condivido il pessimismo schopenhaueriano,in quanto la felicità,una volta raggiunta,può finire,è vero,ma ad essa non consegue la noia,bensi' la ricerca di una nuova felicità,godendo del ricordo di quella trascorsa.Tuttavia,il concetto di felicità è assolutamente relativo;c'è chi per essere felice ha bisogno di lussi,di toccare mete proibite ed irraggiungibili e c'è chi si accontenta del bacio di un raggio di sole,piuttosto che dello zampillo di una fonte.Per chi ,invece,deve fare i conti ogni giorno con le insidie della vita,per chi non sa come sbarcare il lunario,per chi soffre di fame e di stenti,riuscire a mangiare ogni giorno rappresenterebbe la felicità,la felicità della sopravvivenza.Un magro conforto,quando rifletto su quest'ultima considerazione,lo trovo in questi versi,leggendo i quali,a volte,evito di cadere vittima delle fitte trame della tristezza.Li dedico a tutti coloro che li leggeranno,unitamente al mio augurio di buon inizio di settimana.

                                         Quale felicità,vivere e sapere

                                           che la tua vita non si sfoglia al vento,

                                          che i temporali d'estate non sono vani,

                                          nè più mordono i freddi di dicembre,

                                         che nel travaglio immenso dei quinquenni

                                         c'è un pò del tuo lavoro,delle tue mani il caldo....

 

 

April 18

PASSIONE

Languido si fa il crepuscolo..la brezza chiacchierina racconta i nostri segreti,e delizioso è il suo profumo.Fiore d'arancio,il suo sorriso;zefiro,il suo respiro;rosa imperlata di rugiada, la sua bocca.Nembo,la sua passione;tuono,il suo ardore e il suo lamento;lampo,la fiamma del suo amore;pioggia,le lacrime per la sua assenza.

                                                @@@@@@@@@@@@

Rosa rossaBreve pausa di qualche giorno.Auguro a tutti voi un sereno e felice fine settimana. It's hard for me to forget you.  Don't forget me,I'll be back.Un bacio.Rosa rossa

 

April 17

AMNESTY,SENTENZA INACCETTABILE

Una ''sentenza inaccettabile''. Cosi' Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International, stigmatizza la decisione della Corte suprema federale Usa di respingere il ricorso sull'incostituzionalita' delle esecuzioni tramite iniezione letale. Una decisione che ''rischia, dopo sette mesi di sospensione, di rimettere in moto la macchina della morte in tempi brevi''. ''E' una sentenza inaccettabile, perche' - sostiene il responsabile di Amnesty - e' come se affermi che c'e' un modo umano e indolore di mettere a morte una persona. Che l'iniezione letale sia una forma d'esecuzione crudele e' dimostrato da numerosi casi, in cui questo metodo ha provocato sofferenze indicibili''. ''Ciononostante - conclude Noury - auspichiamo che l'attuale fase di ripensamento sull'uso della pena di morte negli Usa e i sette mesi di moratoria contribuiscano a convincere l'opinione pubblica e le autorita' dei singoli Stati degli Usa che, come affermato chiaramente a dicembre dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, della pena di morte si puo' e si deve fare a meno''.

 

April 14

Un barlume di luce

Non voglio il mare e il cielo profondi,

nè innalzare un grande aquilone,

che il vento prenda da ogni parte;

voglio solo un momento,

un barlume di luce,

una fessura...

come una bimba in una stanza buia,

accoccolata davanti alla finestra,

contempla la spaccatura sempre aperta,

sotto il cielo occidentale...

Io voglio,per un solo attimo,

un barlume di luce.

 


 

April 08

Bilanci...Riflessioni

E' tempo di bilanci,tempo di riflessioni.Tempo,come dire,di dare una "resettata" al sistema cerebrale,farlo ripartire,come si fa con il computer,quando si inceppa,si blocca.Fare quello che comunemente suol dirsi "esame di coscienza".E' dalla fine del 2005 ,che mollai gli ormeggi e mi avventurai,con la mia barchetta,nell'oceano del mondo blog:da allora,per vicissitudini che non starò qui a dirvi,ho dato vita a due spaces,che,ovviamente,cerco di curare ed abbellire,in maniera gradevole e consona al piacere di chi abbia la cortesia di visitarli.Tuttavia,il più delle volte,ho come la sensazione, che forse sarebbe meglio,se con un clic,mettessi fine a tutto ciò,perchè sottrae tempo alla mia vita reale,al mio quotidiano vissuto.E una volta l'ho anche fatto(per vicende che non voglio neanche ricordare,che ho ormai rimosso,fortunatamente).Ma poi,prima di cliccare sulla crocetta che mi eliminerebbe dal web,mi fermo,anzi,qualcosa mi trattiene.E' qualcosa di indescrivibile,una sorta di viaggio a ritroso,nel quale mi si presentano i volti degli amici che,attraverso il mondo virtuale,ho avuto modo di conoscere.Persone prima assolutamente sconosciute,ma delle quali ora parlo,come se le conoscessi da sempre.Persone che mi hanno teso una mano,quando cedevo alle lusinghe della mia malinconia innata,che hanno asciugato le mie lacrime,con una parola di conforto,che mi hanno regalato un sorriso,che hanno saputo rincuorarmi.Più volte, ho dovuto fare i conti con lo spettro del giudizio,talora preconcetto e prevenuto.talora avvalorato da giuste considerazioni.Ma a chi non è capitato?Qualche volta,ho relegato in un cantuccio la ragione,rimettendomi ai servigi del cuore.Ma la sofferenza che ne è scaturita,mi ha lasciato intendere che in questo mondo,come in quello reale,una esistenza tranquilla puoi condurla soltanto se questi due organi agiscono di comune accordo,lavorano in perfertta armonia,coesistono.Sere fa,leggevo,nel blog di un caro amico,dei danni che una forte dipendenza da web ,potrebbe apportare alla salute,fisica e mentale.Prendendone atto,ho ritenuto che rallentare un pò i ritmi di concentrazione sul blog,rappresenta,forse,la giusta misura,affinchè questi spazi virtuali realizzino appieno il piacere di proporli,di crearli,senza che evolvano in una sorta di "stupefacenti".Peraltro,con l'arrivo delle belle giornate,mi deciderò a schiodare anche la mia bike. Ciò detto,per il piacere,spero,degli amici che mi leggono,che auspico sempre più numerosi,abbandono,per ora,l'idea di cliccare sulla fatidica crocetta di rimozione,per continuare a raccontare le mie emozioni e continuare a partecipare,qualora lo permettano,a quelle degli altri;e proprio loro,si,le emozioni,sono e saranno il motivo principe del mio esistere,in questo fantastico mondo,chiamato blog.